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WRX - WorldRX of Italy 2014 - Riva-Style

Dopo 34 anni, il rallycross fa il suo ritorno in Italia. Il Franciacorta International Circuit ha ospitato infatti la decima tappa del neonato FIA World Rallycross Championship nonché quinta e conclusiva tappa del campionato europeo, fino all'anno scorso la serie di riferimento della disciplina a livello globale, essendo il Global Rallycross americano di più recente costituzione (2011) e ancora più improntato allo spettacolo di quanto non lo sia già il Rallycross europeo.

Per introdurre il Rallycross a chi non ne è avvezzo, possiamo dire che è una disciplina nata in Gran Bretagna nel 1967, quando l'autodromo di Lydden Hill ospitò una gara aperta a rallisti di chiara fama (come, per esempio, Vic Elford e Tony Fall) volta a promuovere il nuovo formato ideato dalla ABC Television e trasmesso da ITV. Per essere il più "televisivo" possibile, il Rallycross doveva svolgersi su tracciati dalla lunghezza ridotta e con sezioni sterrate al loro interno, e già da quella gara si capì che il formato avrebbe avuto successo, tanto che successivamente prese piede prima in Olanda e poi in tutta Europa e vide istituire, nel 1973, il primo campionato europeo della specialità, creando successivamente sempre più interesse grazie alle auto presenti: si spaziava dalle migliori gruppo 4 degli anni '70 ai mostri del gruppo B, una volta banditi dai rally, salvo poi orientarsi esclusivamente su dei prototipi appositamente costruiti. Ogni specialità, col tempo, crea i suoi "mostri sacri", e quelli del Rallycross (nonostante sia nato, come già detto, in Gran Bretagna) sono in prevalenza nordici: spiccano su tutti il norvegese Martin Schanche, lo svedese Kenneth Hansen e il finlandese Matti Alamäki, ma anche Francia e la stessa Gran Bretagna produssero campioni del calibro di Jean-Luc Pailler, Will Gollop e Pat Doran.

Per quanto riguarda l'Italia, tutto cominciò con un evento promozionale Ford del 1969, all'interno dell'autodromo di Vallelunga, per poi spostarsi sulla pista pavese di Gropello Cairoli, con il round italiano del campionato europeo che durò dal 1977 fino al 1980. Da quel momento fino a oggi, l'oblio, principalmente dovuto al maggior interesse italiano verso l'Autocross (su piste interamente sterrate) e i rally convenzionali.

Inizialmente fu prevista una sola categoria di vetture, ma successivamente si operarono diversi cambiamenti al regolamento:
- 1978: divisione tra Turismo e Gran Turismo.
1982: create le Divisioni 1 (gruppo A) e 2 (gruppo B).
1993: la Divisione 2 ora ospita dei prototipi appositamente costruiti per il Rallycross, e viene aggiunta la 1400 Cup per vetture di piccola cilindrata.
1997: inversione tra Divisione 1 e 2.
2003: la 1400 Cup diventa Divisione 1A, aumentando la cilindrata a 1600cc.

Le attuali classi risalgono al 2011, e si riassumono in questo modo:
SuperCars: prototipi dove quasi tutto è libero, solamente il motore deve rientrare in una cilindrata massima di 3500cc (2050 per i sovralimentati) e la trazione deve essere obbligatoriamente integrale. Il parco macchine spazia da "derivazioni WRC" a dei prototipi veri e propri con sembianze delle auto più disparate (Renault Clio, VW Scirocco, Volvo C30, Hyundai Veloster, Dodge Dart, Chevrolet Aveo/Sonic, ecc.).
Touring Cars: prototipi dalla cilindrata massima di 2000cc e con l'obbligo della trazione posteriore, le auto presenti sono assimilabili alle SuperCars. L'origine di questa classe risale in pratica già al 2009, quando si chiamava ancora Divisione 2.
Super 1600: principalmente derivate dalle S1600 rallistiche (sia per le caratteristiche tecniche che per la costruzione della scocca), con spazio a qualche "divagazione" come nel caso di Renault Twingo, Skoda Fabia e le Ford Fiesta e VW Polo più recenti.
RX Lites: classe monomarca con prototipi a trazione integrale di costruzione Olsbergs MSE (team ufficiale Ford) a motore centrale Honda 2.4. Il motore e la centralina sono piombati. La classe è stata costituita con il Global Rallycross nel 2011 ed è approdata in Europa solo da quest'anno.

Il formato di gara, come detto, è abbastanza semplice. Il circuito prevede al suo interno due sezioni, il giro normale e il più lento giro Joker: in un determinato punto della pista si presenta una biforcazione e ogni pilota è obbligato a compiere un solo Joker Lap in ogni gara, pena l'aggiunta di 20 secondi al suo tempo totale. Un weekend di gara consiste in quattro batterie eliminatorie, formate ciascuna da 8 gare i cui partecipanti vengono sorteggiati di volta in volta, che si svolgono tra il sabato e la domenica. Al termine di ciascuna batteria viene stilata una classifica in base al tempo totale fatto registrare in gara, della durata di quattro giri, e si assegnano punti per la classifica che invece dovrà stabilire i 12 piloti che passeranno in semifinale. Al termine di ogni semifinale (che, come la finale, si disputa sulla distanza di sei giri) passano i primi tre piloti, componendo così una finale da sei piloti che determinerà il vincitore dell'evento.

Tornando all'attualità del round italiano, grazie alla validità per il campionato europeo è stata raggiunta la fatidica cifra di 40 SuperCars iscritte, con Erwin Untersalmberger (Ford Fiesta Mk6), Christian Giarolo (Ford Focus '99), Simone Romagna (Citroën DS3) e il rientrante Gigi Galli (Ford Fiesta Mk7) a difendere i nostri colori. Al termine di quattro batterie tiratissime, il "taglio" che porta in semifinale premia nell'ordine il figlio d'arte Timmy Hansen (Peugeot 208), Johan Kristoffersson (VW Polo Mk5), Petter Solberg (Citroën DS3), Anton Marklund (VW Polo Mk5), Toomas Heikkinen (idem), il campione europeo in carica Timur Timerzyanov (Peugeot 208), Robin Larsson (Audi A1), Henning Solberg (Citroën DS3), Richard Göransson (Ford Fiesta Mk7), Reinis Nitiss (idem), Gigi Galli (idem) e Andreas Bakkerud (idem). 
Le due semifinali, formate rispettivamente con le posizioni pari e dispari della classifica, vedevano il passaggio di Hansen, Solberg, Göransson, Timerzyanov, Bakkerud e Kristoffersson, seppure quest'ultimo fosse stato penalizzato con un Joker Lap aggiuntivo per partenza anticipata. Larsson, nonostante il mancato passaggio in finale, viene comunque incoronato campione europeo 2014.
In finale accade di tutto: dopo il primo giro Bakkerud e Kristoffersson sono costretti al ritiro, rispettivamente per incidente e problema tecnico, mentre Timerzyanov accusa una foratura dopo un contatto e Solberg deve fare i conti con una sospensione praticamente sfondata. Questo non gli impedisce di concludere al terzo posto, dietro ad Hansen e Göransson, e festeggiare il titolo mondiale con due gare di anticipo, visto il mancato passaggio in finale dei suoi avversari diretti Heikkinen e Nitiss.

Per quanto riguarda le altre categorie:
- la Super 1600 saluta la vittoria del russo Nikita Misyulya (Skoda Fabia) davanti al lettone Janis Baumanis (Renault Twingo), l'ungherese Krisztian Szabo (Skoda Fabia), il ceco Ondrej Smetana (Ford Fiesta), l'altro russo Sergej Zagumennov (Skoda Fabia) e il nostro Davide Medici (Renault Clio), vittima di una rottura meccanica.
- tra le Touring Cars vince il norvegese Anders Braten (Ford Fiesta), davanti al belga Filip Baelus (Volvo C30), il norvegese Torleif Lona (Ford Fiesta), lo svedese Daniel Lundh (Volvo C30), il norvegese Per-Magne Royras (Peugeot 206) e il belga Patrick Mertens (VW Polo).
- le RX Lites incoronano il norvegese Daniel Holten, che precede nell'ordine gli svedesi Kevin Eriksson e Kevin Hansen, l'ospite d'onore Piero Longhi e i turchi Yigit Timur e Fatih Kara.

All'interno dell'evento, ma senza una vera e propria classifica costituita, erano presenti anche delle esibizioni di Crosskart (classe abbastanza in voga anche nel nostro campionato Autocross, trattasi di piccoli buggy con motori motociclistici) e di vetture da rally, con quest'ultima confinata alla sola giornata di sabato.