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FIA - FIA Hillclimb Masters 2018 - Riva-Style

Se a Šternberk avevamo lasciato il cuore, a Gubbio abbiamo lasciato tutti noi stessi. Se i Masters del 2016 dovevano essere il punto di riferimento per ogni edizione futura, il Comitato Eugubino Corse Automobilistiche - con molto meno tempo messo a disposizione dalla FIA e il notevole sforzo economico che ha accompagnato anche le edizioni in Lussemburgo e Repubblica Ceca - ha raccolto il testimone dicendo bellamente "tiratevi in là e lasciateci fare", mettendo insieme uno spettacolo a dir poco unico, tanto per l'organizzazione al limite della perfezione (che dovrà essere da esempio per tutte le gare italiane, d'ora in avanti) e l'ambientazione altrettanto pittoresca ma anche più carica di storia rispetto alla cittadina ceca di Šternberk, quanto per un pubblico numerosissimo (seppur lontano dai numeri degli anni che furono) e letteralmente contagiato dall'entusiasmo dei supporter portoghesi, e un quantitativo di iscritti che può tranquillamente ricondursi a una normale cronoscalata italiana nei numeri, ma che rimane impareggiabile per il numero di nazioni rappresentate, ben 22.

Ammontano a 175 i piloti che hanno sfilato nella giornata di sabato lungo il percorso da Piazza dei 40 Martiri a Piazza Grande, la quale di solito vede passare la storica Corsa dei Ceri del mese di maggio, e che si sono scontrati in due manche di prova e tre di gara (con classifica sul miglior tempo) lungo i 3.3 km della regionale 298 Eugubina, con partenza questa volta fissata all'altezza dell'Osteria del Bottaccione e il consueto arrivo di Madonna della Cima già visto nelle edizioni regolari del Trofeo Luigi Fagioli: notevoli le forze messe in campo soprattutto dall'Italia, con ben 38 piloti al via, ma nell'insieme da tutte le nazioni presenti, con il debutto assoluto (in ambito di nazionalità in gara) di Croazia, Slovenia e Kosovo e le sole rappresentative austriaca (causa ultimo round, in quel di Cividale, di un campionato ancora aperto) e finlandese (presente nell'elenco iscritti, ma poi non in gara, il solo Mikko Kataja, di ritorno dagli USA) a non prendere parte alla Nations Cup.
Rispetto all'edizione di due anni fa si registra una novità importante, con la Categoria 3 (che precedentemente racchiudeva tutte le vetture rispondenti a regolamenti nazionali) che ha visto la separazione di prototipi e monoposto in una nuova Categoria 4, in maniera da poter offrire una competizione maggiore per tutti e il giusto e dovuto spazio agli Hillclimb Monsters, le tanto adorate Supersalita rese famose in tutto il mondo nell'ultimo biennio grazie all'omonimo canale Youtube.

Parlando in termini di gara e di prestazioni pure, il 2018 magico di Christian Merli si è concluso nel migliore dei modi, con il trentino che alla vittoria - tanto agognata quanto sfuggente - nella gara di casa e ai titoli italiano ed europeo ha aggiunto la vittoria assoluta e il relativo oro di categoria, portando a termine una stagione che lo ha ripagato in pieno di tutte le sfortune patite e tutti i rospi ingoiati negli ultimi anni. Merli (Osella FA30 Evo) precede di 72 centesimi il connazionale Simone Faggioli (Norma M20FC), rallentato in Gara 1 da una toccata ma aggressivo e mai rassegnato nelle altre due manche. Servono 2.05 secondi per arrivare al terzo gradino del podio, occupato da un Sébastien Petit (FRA, Norma M20FC) che preclude ai nostri colori - esattamente come due anni fa - una tripletta storica, scalzando un comunque stratosferico Domenico Scola (Osella PA2000) di 71 centesimi. Dietro al calabrese, campione italiano uscente, si attestano Marcel Steiner (CHE, Lobart LA01) e Domenico Cubeda (Osella FA30). La chiusura della Top Ten assoluta è affidata a Diego Degasperi (Osella FA30), Michele Fattorini (idem), Will Hall (GBR, Force WH XTEC) e Scott Moran (Gould GR61X).

CATEGORIA 4 (Open Competition Cars)
Podio nuovamente tutto inglese, con Will Hall a precedere Scott Moran e il campione 2018 Trevor Willis.
Notevoli e spettacolari, oltre alle consuete monoposto silenziate e velocissime d'Oltremanica (tra cui la DJ Firestorm motorizzata Opel DTM di Alex Summers), le Radical messe in campo dai piloti maltesi e dallo spagnolo di Svezia Christian Broberg, oltre alla Norma in versione Pikes Peak schierata da Fabien Bouduban, quarto classificato nella classica americana di quest'anno, e all'ultimo rigurgito delle CN+ francesi con la Norma M20FC di David Meillon.

OpSS: Will Hall (GBR, Force WH XTEC) precede nell'ordine Scott Moran (GBR, Gould GR61X), Trevor Willis (GBR, OMS 28), Alex Summers (GBR, DJ Firestorm), Darren Warwick (GBR, Dallara F399), Wallace Menzies (GBR, Gould GR59M), Johnathon Varley (GBR, GWR Predator), Jason Mourant (GBR, Gould GR55), Paul Haimes (GBR, Gould GR59), Paul O'Connell (IRL, Dallara F302), Christian Broberg (SPA, Radical PR6), Matthew Ryder (GBR, Empire Evo 2), Fabio Baldacchino (MLT, OMS 2000M) e Nicola Menzies (GBR, Gould GR55B).
OpSC: Vittoria di David Meillon (FRA, Norma M20FC) su Fabien Bouduban (CHE, Norma M20FC PKP), Kurt Camilleri (MLT, Radical Prosport), Keith Camilleri (MLT, Radical Prosport), Garikoitz Flores (SPA, BRC BR49), Bardhyl Canolli (KOS, Radical SR8 LM) e Henri Vandervinne (BEL, ADR VRC).

CATEGORIA 3 (Open Production Cars)
Lo svizzero Roger Schnellmann conquista la medaglia d'oro davanti ai due polacchi Michal Ratajczyk e Szymon Lukaszczyk, in un podio tutto Mitsubishi.
Se di solito il punto di riferimento per gli Hillclimb Monsters sono la Rechbergrennen, la Ecce Homo Šternberk e la Verzegnis-Sella Chianzutan, non si può non dire che, per quanto riguarda la categoria più affollata della gara, i Masters non siano stati da meno: pur con l'assenza degli austriaci e di un Ronnie Bratschi sempre alle prese con noie tecniche, tanto tra le "turbate" quanto tra le 2 litri aspirate i protagonisti sono stati i consueti attori delle gare di CEM, IHCC e Berg-Cup, con in più le folli vetture polacche, la Subaru di Steven Darley per la prima volta fuori dalle Isole Britanniche e le due belle Ford provenienti dalla Grecia, oltre alla curiosità suscitata dal piazzamento dei vari "Davide" come Teo Furleo, Vincenzo Ottaviani, Angelo Mercuri e Patrik Ruzzier in mezzo ai "Golia" del gruppo E1.

E1: Roger Schnellmann (CHE, Mitsubishi Lancer Evo VIII) precede di 82 centesimi Michal Ratajczyk (POL, Mitsubishi Lancer Evo IX) e di 1.52 secondi Szymon Lukaszczyk (POL, Mitsubishi Lancer Evo V). Dietro di loro concludono nell'ordine Niki Zlatkov (BGR, Audi Quattro S1), Tom Strasser (AUT, VW Minichberger Scirocco), Thomas Kessler (CHE, Mitsubishi Lancer Evo IX), Milan Bubnič (SLO, Lancia Delta Integrale), Luigi Sambuco (Alfa Romeo 155 TS), Canio Marchione (LUX, BMW 320i STW), Hansi Eller (GER, VW Corrado R), Manuel Correia (POR, Ford Fiesta R5+), Egidio Pisano (GER, VW Minichberger Golf), Charel Valentiny (LUX, Subaru Impreza WRX STi), George Kehagias (GRE, Ford Sierra RS500), Konrad Biela (POL, Renault Clio), Vasileios Rekkas (GRE, Citroën Saxo VTS), Matevž Cuden (SLO, Renault New Clio Cup), Sandra Becker (LUX, Renault Clio Cup), Marius Liviu Savu (ROU, Mitsubishi Lancer Evo VIII), Sorin Vasile Botez (ROU, Mitsubishi Lancer Evo VI), Patrik Ruzzier (SLO, Fiat Cinquecento) e Ramona Paula Rusu (ROU, Dacia Sandero TCE). Unico ritirato, Mariusz Stec (POL, Ford Fiesta Proto).
OpTCGT: Vittoria per Nicolas Werver (FRA, Porsche 997 GT2), quarto assoluto di categoria, davanti a Yannick Poinsignon (FRA, BMW M3 E92), Humberto Janssens (SPA, Porsche 991 GT3 Cup), Marco Sbrollini (Lancia Delta Evoluzione), Yuliyan Teliski (BGR, Mitsubishi Lancer Evo IX), Frédéric Neff (CHE, Porsche 996 GT3-R), Roberto Ragazzi (Ferrari 458 Challenge Evo), Michael Zemp (CHE, Seat León Cupra TCR), Armin Ebenhöh (GER, VW Scirocco Suzuki), Paul Reutter (FRA, Porsche 997 GT3 Cup), Enrique Perello (SPA, Porsche 991 GT3 Cup), Luis Filipe Nunes (POR, Audi RS3 LMS TCR), Panagiotis Soldatos (GRE, Ford Fiesta Turbo), Vito Tagliente (Peugeot 308 Cup), Joaquim Teixeira (POR, Seat León Supercopa Mk3), Christophe Poinsignon (FRA, CG Simca Turbo), Bojan Juranic (HRV, Renault Clio), Szymon Piekos (POL, Mitsubishi Lancer Evo VIII), Andrea Palazzo (Peugeot 308 Cup), Gianni Loffredo (Mini Cooper S JCW), Anthony Dubois (FRA, Scora Maxi Renault), Felix Pailer (AUT, Lancia Delta Evolution), Panagiotis Iliopoulos (GRE, Ferrari 458 Challenge), Noel Galea (MLT, Ford Escort Mk2 Vauxhall), Pedro Marques (POR, Cupra León TCR), Jean Turnel (FRA, Peugeot 306 XSi F2000), Panagiotis Lioris (GRE, Ford Escort WRC), Bruno Cazzoli (BEL, Opel Kadett GT/E), Didier Bugeja (MLT, Peugeot 106 16v), John Zammit (MLT, Lotus Exige-VW), Trifonas Chasapis (GRE, Citroën AX), Kosyou Iordanov (BGR, Renault Mégane), Dara Fay (IRL, Suzuki Swift TC 16v), Sébastien Starck (BEL, Renault New Clio Cup), Steven Darley (GBR, Subaru Legacy), Ioakim Theos (GRE, Peugeot 106), Matija Brkljacic (HRV, Honda Civic Type-R), Vincenzo Ottaviani (Citroën Saxo VTS), Jacek Handl (POL. BMW M3 E36), Marcus Fink (GER, CItroën C2 VTS), Sérgio Nogueira (POR, Renault Clio RS), Teo Furleo (Peugeot 106 Rallye), Bart De Saedeleer (BEL, Fiat 500 VRC), Tommy Gardiner (IRL, Honda Civic EG), James Kerr (GBR, Peugeot 205 GTi), Gavin Neate (GBR, Peugeot 106), Catalin-Cedric Ghigea (ROU, Alfa Romeo Alfetta GTV), John Pick (GBR, Murtaya AMS1), Angelo Mercuri (Fiat 500), Richard Brant (GBR, Renault Clio RS 172), Besfort Bunjaku (KOS, Opel Astra G OPC), Mick O'Shea (IRL, MG B GT) e Leonard Blockx (BEL, Opel Astra F). Solamente Manfred Schulte (GER, Citroën AX Kit Car) non ha preso il via.

CATEGORIA 2 (Competition Cars)
Podio di categoria che ricalca quello assoluto, con l'oro di Christian Merli, l'argento di Simone Faggioli e il bronzo di Sébastien Petit.
Se non bastassero 15 vetture nelle classi regine di 2 e 3 litri (tra cui la BRC turbo dell'ex pilota di GP2 Javier Villa e la Norma del campione spagnolo Joseba Iraola, spinta dall'ennesimo "1175 turbo" che ormai inizia a prendere piede in ogni dove), non è mancato lo spettacolo nemmeno nelle classi più piccole, con le Oselline di Ivan Pezzolla e Achille Lombardi a fronteggiare le Radical dei maltesi Matthew Zammit (già visto al Bondone) e Mark Micallef, e tra le E2-SH, con Manuel Dondi che si conferma "L'ammazza giganti" e l'onore e l'emozione di poter rivedere ancora una volta lei, Sabrine, la leggendaria BMW 320 Judd che non ha solo infiammato ma anche creato un'intera generazione di appassionati con Georg Plasa al volante e che quest'anno, grazie all'impegno di KW Suspensions, è stata riportata nuovamente in vita mostrandosi prima al Festival of Speed di Goodwood e ora ai Masters... inutile dire quanti ricordi e sensazioni abbia suscitato il suo passaggio nel pubblico presente.

- E2-SS: Christian Merli (Osella FA30 Evo) vince su Domenico Cubeda (Osella FA30), Diego Degasperi (Osella FA30), Michele Fattorini (Osella FA30), Fausto Bormolini (Reynard K02), Alexander Hin (GER, Reynard 97D), Renzo Napione (Reynard 01L), Anthony Loeuilleux (FRA, Tatuus F.Master), Martin Vondrák (CZE, Tatuus F.Master), Tomáš Ondrej (SVK, Tatuus F.Renault), Daniel Donkels (LUX, Tatuus F.Renault), Didier Boemer (BEL, Lola B06/30), Roland Tromp (FRA, Tatuus F.Master), James Dunford (MLT, Radical PR6) e Léon Linden (LUX, Dallara F304), all'ultima gara della sua carriera.
- E2-SC: Simone Faggioli (Norma M20FC) precede Sébastien Petit (FRA, Norma M20FC), Domenico Scola (Osella PA2000), Marcel Steiner (CHE, Lobart LA01), Joseba Iraola (SPA, Norma M20FC), Guy Demuth (LUX, Norma M20FC), Javier Villa (SPA, BRC BR53), Ivan Pezzolla (Osella PA21/J), Achille Lombardi (Osella PA21 Jr/B), Petr Trnka (CZE, Ligier JS 53 Evo 2), Matthew Zammit (MLT, Radical SR4), Stefan Stoev (BGR, SilverCar EF10), Mark Micallef (MLT, Radical SR4) e Pawel Rzadkosz (Radical SR3).
CN: Francesco Turatello (Osella PA21 Evo) vince davanti a Rosario Iaquinta (Osella PA21 Evo), Marco Capucci (Osella PA21 Evo), Andrea Bormolini (Osella PA20/S) - vittima di un pauroso incidente (fortunatamente incruento) in Gara 3, Stefano Crespi (Osella PA21 Evo) e Adolfo Bottura (Ligier JS 51).
E2-SH: Reto Meisel (CHE, Mercedes SLK340 Judd) vince su Manuel Dondi (Fiat X-1/9), Vladimir Vitver (CZE, Audi WTTR DTM), Carmine Tancredi (BMW 320 Cosworth), Fulvio Giuliani (Lancia Delta Evoluzione), Alessandro Gabrielli (Alfa Romeo 4C Picchio), Domagoj Perekovic (HRV, Mitsubishi Lancer Evo IX) e Tomislav Muhvic (HRV, Mitsubishi Lancer Evo IX). Ritiro per Jörg Weidinger (GER, BMW 320 V8 Judd) causa problemi alla frizione, non partita Tania Flammang (LUX, VW FunCup).

CATEGORIA 1 (Production Cars)
Se l'impresa non è riuscita in Categoria 2, ci ha ben pensato la Categoria 1 a offrirlo: il podio dei Masters italiani è tutto italiano, con Lucio Peruggini a conquistare il secondo oro consecutivo e precedere Marco Jacoangeli e Luca Gaetani.
La Categoria 1, oltretutto orfana di Pierre Courroye e della sua Mclaren, è quella che risente di più dei tempi che cambiano, con ormai poche vetture dei gruppi N ed A schierate al via. Il campione europeo 2018 Lukas Vojacek ha onorato comunque i Masters con la sua presenza, così come non è mancata la sfida in gruppo N con la neolaureata campionessa italiana Gabriella Pedroni a fronteggiare i consueti rivali Antonino Migliuolo e Lorenzo Mercati, così come la vecchia volpe Peter Jureňa. Onore anche al portoghese José Correia che, dopo aver sbattuto la sua Nissan GT3 nella prima manche di prove ha lavorato insieme alla sua squadra fino all'una di notte per rimettere in sesto la vettura e ricevere un vero e proprio bagno di folla in tutte le tre manche della domenica.

GT: Lucio Peruggini (Ferrari 458 GT3), nonostante delle noie al motore, vince il gruppo davanti a Marco Jacoangeli (BMW Z4 GT3) e Luca Gaetani (Ferrari 458 GT3), in una riproposizione di ciò che è stato il gruppo GT nel CIVM 2018. Dietro al trio italiano troviamo rispettivamente José Correia (POR, Nissan Nismo GT-R GT3) e Ján Miloň (SVK, Mclaren 650S GT3).
S20: Robert Slugocki (POL, Mitsubishi Lancer Evo IX R4) ha la meglio su Stamatis Katsimis (GRE, Mitsubishi Lancer Evo IX R4) e Pedro Saraiva (POR, Hyundai i20 R5).
A: Lukas Vojacek (CZE, Subaru Impreza WRX STi) precede Aleš Prek (SLO, Honda Civic Type-R), Luca Zuurbier (Honda Civic Type-R), Tonino Cossu (Honda Civic Type-R), David Dědek (CZE, Alfa Romeo 147 TS), Bohumir Čambálik (SVK, Honda Civic Type-R), Monique Becker (LUX, Alfa Romeo 147 TS) e Anna Ganczarek-Ral (POL, Renault Clio Sport).
N: Antonino Migliuolo (Mitsubishi Lancer Evo IX) vince su Karol Krupa (POL, Mitsubishi Lancer Evo IX), Peter Jureňa (SVK, Mitsubishi Lancer Evo IX), Gabriella Pedroni (Mitsubishi Lancer Evo IX), Lorenzo Mercati (Mitsubishi Lancer Evo IX), Liridon Kalenderi (KOS, Mitsubishi Lancer Evo IX), Peter Marc (SLO, Mitsubishi Lancer Evo IX) e Gazmend Demolli (KOS, Opel Astra GTC OPC).

FEMMINILE
La classifica riservata alle esponenti del gentil sesso vede prevalere la britannica Nicola Menzies sulla nostra Gabriella Pedroni e sulla lussemburghese Sandra Becker. A seguire l'altra lussemburghese Monique Becker, la polacca Anna Ganczarek-Ral e la rumena Ramona Paula Rusu. Fuori classifica, in quanto non partita, la lussemburghese Tania Flammang.

UNDER 25
Tra i "giovani leoni" a vincere è l'inglese Matthew Ryder, il quale precede l'azzurro Andrea Palazzo, il belga Sébastien Starck, il croato Matija Brkljacic, il tedesco Marcus Fink e lo sloveno Patrik Ruzzier.

NATIONS CUP
Ogni squadra presenta quattro piloti, e diversi criteri vengono applicati per selezionare i tempi degni di stare in classifica: i tempi dei piloti designati devono stare entro il 107% dal miglior tempo assoluto, a mo' di Formula 1. Superato questo scoglio, viene calcolata la differenza tra due dei tre tempi fatti segnare dai piloti per cui, seguendo un criterio simile ai tuffi o al salto con gli sci, lo scarto maggiore viene eliminato dal calcolo. Come terzo e ultimo criterio, solo tre differenze su quattro sono ritenute valide, per cui - se tutti e quattro i piloti designati sono "sopravvissuti" ai due criteri precedenti - la differenza maggiore tra le quattro viene scartata.

La medaglia d'oro va al Lussemburgo: la decisiva regolarità (2 centesimi!) di Guy Demuth è l'unica discriminante che consegna al Granducato il metallo più prezioso a discapito della compagine italiana. Terzo gradino del podio per la Slovenia, che coglie dunque un ottimo risultato al debutto nei Masters.