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CIVSA - Camucia-Cortona 2019 - Karburo

Cronaca di una gara che non c'è mai stata, e di un incidente che ha riacceso polemiche e discussioni sulla sicurezza nell'allestimento dei percorsi delle nostre cronoscalate, che di certo in alcuni ambiti e/o campionati è ancora deficitaria in un Paese che viene citato da più parti come esempio di sicurezza da seguire. Ciò che sappiamo per certo è che ancora una volta ci si trova a piangere sul latte versato quando delle avvisaglie c'erano già state negli anni precedenti, e che Fabrizio Bonacchi non correra più lungo le strade del Centro Italia con la sua Gloria rossa.

Le premesse per una bella edizione c'erano tutte, con la concomitanza con la Salita del Costo che non ha portato via praticamente nulla ai 168 iscritti totali: c'era attesa per debutti interessanti come l'altro giovane Di Fazio, Giuseppe, la CG Simca di Rosaldo Chianucci, la monoposto targata Speed Motor nelle Moderne o l'attesa nuova Chevron F.2 di Andrea Fiume, ma c'era un discreto interesse anche per il ritorno di una Ford Anglia nelle mani di Giovanni Angelo, per il passaggio al "2500" da parte di Walter Marelli o per il definitivo passaggio di Raggruppamento di Franco Betti, la cui BMW ha preso la strada per Brescia. Nel complesso, dei consueti personaggi e protagonisti che da diverso tempo animano quello che è il bel contesto del CIVSA non mancava praticamente nessuno.

Le prove hanno messo in mostra ciò che era abbastanza prevedibile, cioè il predominio - pur non nettissimo - di Uberto Bonucci (Osella PA9/90) nei confronti di Stefano Peroni (Martini Mk32), con i due seguiti a poca distanza da Walter Marelli (Osella PA9/90) e da un trio formato da Giuliano Peroni (Osella PA3), un bravo Antonio Lavieri (Ralt RT32) e Andrea Fiume (Chevron B42). Più staccato Alessandro Trentini (Dallara 386), decisamente più impegnato a guardarsi le spalle dalla prima vettura coperta, la De Tomaso Pantera di Giuliano Palmieri il quale ha preceduto a sua volta Brando Motti (Porsche 911) e Luigi Moreschi (Osella PA7). Questa la situazione nei vari Raggruppamenti:

5 (Monoposto): Stefano Peroni (Martini Mk32) precede Antonio Lavieri (Ralt RT32) e Andrea Fiume (Chevron B42). Seguono nell'ordine Alessandro Trentini (Dallara 386), Maurizio Rossi (Formula Alfa Boxer), Gina Colotto (Formula Fiat Abarth) e Franco Catalano (Formula 850 FIDE).
4 (J1/J2/JR): Il miglior tempo è di Uberto Bonucci (Osella PA9/90), davanti a Walter Marelli (idem) e Dino Valzano (Symbol SN). Interessanti i riscontri di Giuseppe Bonifati (BMW 318is E30) e Fabio Spinelli (Renault 5 GT Turbo), che si prendono il lusso di stare davanti a Tiziano Romano (Bogani SN).
3 (H2/I/IR): Luigi Moreschi (Osella PA7) ha ragione di Giorgio Tessore (Porsche 911) e Salvatore Asta (BMW 2002 Tii), davanti di solo 6 centesimi ad Aldo Pezzullo (Lola T590 Dallara). In buona forma tanto Lorenzo Cocchi (VW Golf GTI) quanto Manuel Picchioni (VW Scirocco) e Stefano Bartoloni, primo nella battaglia delle A112 e ventiduesimo di Raggruppamento.
2 (G2/H1/HR): Giuliano Peroni (Osella PA3) chiude davanti a Giuliano Palmieri (De Tomaso Pantera) e Brando Motti (Porsche 911). Vittorio Mandelli (Porsche 911) è primo tra le vetture di serie e quinto di Raggruppamento, giusto giusto davanti ad un Ennio Bragagni in modalità missile terra-aria sulla sua Giannini. Bravo anche Daniele Di Fazio (NSU TT), secondo solo ad una vecchia volpe come Giuseppe Covotta (Fiat 128).
1 (A/B/C/D/E/F/G1/GR): Antonio Di Fazio (Brixner NSU) ha la meglio su Angelo De Angelis (Nerus Silhouette) e Luciano Rebasti (Fiat Abarth 1000), che chiude primo tra le vetture Turismo precedendo Alessandro Rinolfi (Morris Mini Cooper S) e Gianluca Riccardi (BMW 2002 Ti).